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sabato 8 novembre 2008

Se c’è un Dio ce l'ha con Haiti!

Perché le disgrazie e i devastamenti si susseguono sempre in questo paese del mar dei caraibi?
Cosa c’è che non và in quella bambola vudù trafitta continuamente da miriadi di spilli?
Cosa avrà fatto di male la gente che vive in quella mezza isola?
Notizie dal telegiornale, oggi non è uno dei tanti uragani che spazzano via la terra da sotto i piedi della povera gente, oggi è una scuola con circa settecento bambini che è crollata.
Sono almeno 80 i bambini rimasti vittima del crollo della scuola 'La Promesse' avvenuto ieri a Petion-ville, nella periferia orientale della capitale Port-au-Prince ma il bilancio è del tutto provvisorio.
Ieri i soccorritori cercavano sopravvissuti scavando con le mani tra le macerie, non hanno nemmeno i mezzi per lavorare.
Nello stabile avevano sede un asilo, una scuola elementare e un liceo.
Le autorità non hanno ancora detto niente sulle cause dell' improvviso crollo, anche se alcuni residenti nel quartiere, dicono che qualche anno fa la scuola era stata ristrutturata visto che aveva già subito dei crolli parziali.
I telegiornali mostrano le mamme disperate che piangono i loro figli.
Disperazione, frustrazione, senso d’impotenza.
Haiti è un paese oppresso dalla povertà e dal sovraffollamento urbano, con un paesaggio di spoglie colline e una popolazione che sta ancora patendo le conseguenze delle lotte intestine, del malgoverno e della corruzione.
L’isola di Hispaniola è divisa in due, ed Haiti era una colonia Francese.
Nel maggio 1803 il leader dei ribelli Jean-Jacques Dessalines s’impossessò del tricolore francese ed eliminò il bianco dichiarando che avrebbe cacciato i bianchi dal paese. Dessalines issò la nuova bandiera in una serie di vittorie successive. Il 1° gennaio 1804 Dessalines proclamò l’indipendenza di Haiti, che divenne la prima repubblica governata da neri.
Haiti è la patria del tanto discusso, ma anche splendidamente spirituale, voudou (vudù), una religione africana, che fu portata nell’isola dagli schiavi africani e in seguito si amalgamò con il cattolicesimo. Dopo che i missionari convertirono gli schiavi al cristianesimo (torturando i capi religiosi fino alla morte e con altri mezzi simili), certi santi cattolici con attributi analoghi a quelli delle divinità africane divennero i simboli delle tradizioni spirituali che erano state venerate per generazioni. I riti vudù celebrano gli spiriti, gli avvenimenti fortunati, la nascita e la morte con danze, suoni di tamburi e possessioni spiritiche. Le cerimonie hanno luogo anche per allontanare le malattie o la sfortuna o per guadagnarsi il favore di un certo lwa (spirito, santo, divinità) e possono includere persino sacrifici di animali. La musica, i tamburi e le danze associate ai rituali vudù sono diventati una parte importante della cultura popolare haitiana.
Passeggiando per le strade di Santiago de Cuba capita spesso di trovare studenti haitiani, e il fatto che ti dicono che a Cuba stanno benissimo la dice lunga sulle condizioni del loro paese.
Però, chi risponde alle mie domande?
Perché le disgrazie e i devastamenti si susseguono sempre in questo paese del mar dei caraibi?
Cosa c’è che non và in quella bambola vudù trafitta continuamente da miriadi di spilli?
Cosa avrà fatto di male la gente che vive in quella mezza isola?

gigipeis

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